Ars citandi
Nella citazione di opere moderne si seguano le seguenti convenzioni coi relativi esempi.
Monografie: Autore, con le iniziali del nome puntate, in tondo (non maiuscoletto), titolo e sottotitolo in corsivo, luogo ed anno di stampa, senza indicazione della casa editrice.
Casi particolari:l’indicazione della collana, se effettivamente rilevante (cioè se ben nota nel settore), tra parentesi tonde, con la sigla d’uso; in caso di più di due luoghi di stampa, limitarsi al primo; per le opere in edizione successiva alla prima, indicare la data di stampa della prima edizione e di quella effettivamente utilizzata (Torino 1953/1986); per le opere citate in traduzione riportare il titolo della traduzione effettivamente citata, senza indicazione del traduttore, premettendo a luogo e data di stampa l'indicazione del luogo e data dell’edizione originaria e l’indicazione tr.it. (fr., ecc.).
F. Mora, Il Pensiero storico-religioso antico. Autori greci e Roma: I, Dionigi d'Alicarnasso, Roma 1995.
F. Mora, Fasti e schemi cronologici. La riorganizzazione annalistica del passato remoto romano (Historia Einzelschriften 125), Stuttgart 1999.
F. Mora, Prosopografia Isiaca. I. Corpus Prosopographicum Religionis Isiacae(EPRO 113), Leiden 1990.
J.Lindsay, I normanni, London 1974 tr.it. Milano 1984.
F.Braudel, Civiltà e imperi del mediterraneo nell’età diFilippo II, Paris 1949/1982 tr.it.Torino 1953/1986.
Articoli in rivista: Autore, con le iniziali del nome puntate, in tondo (non maiuscoletto), titolo e sottotitolo dell’articolo in corsivo, nome della rivista o sua sigla (secondo il sistema di abbreviazioni dell’ Année Philologique) in tondo, annata, anno, paginazione (senza pp.).
Casi particolari: indicare il numero del fascicolo solo nei rari casi di riviste (ZPE, QUCC) che riprendono la numerazione delle pagine ad ogni fascicolo anziché continuarla per tutta l’annata; omettere le indicazioni n.s., 3 s., ecc.; per indicare una pagina specifica si intercala “partic.” tra la paginazione complessiva e la pagina da citare (v. ultimo esempio).
F.Mora, Verso una tipologia delle religioni classiche, Kernos 13, 2000, 9-33.
F.Mora, Storiografia greca e romana,DHA 25, 1999, 7-33.
F.Mora, Storiografia greca e romana,DHA 25, 1999, 7-33 partic. 27.
Articoli pubblicati in un volume collettivo: Autore (in tondo), titolo dell’articolo in corsivo, l’indicazione “in”, seguita dai dati del volume come per una monografia (ma con la dizione “(a cura di)” dopo il nome del curatore o dei curatori) e dalla paginazione (senza pp.).
L’indicazione del curatore / dei curatori deve sempre precedere il titolo dell’opera collettiva.
F.Mora, Il silenzio religioso in Erodoto e nel teatro ateniese in M.G. Ciani (a cura di), Le
regioni del silenzio, Padova 1983, 53-77.
F. Mora, Nomi teofori e politeismo greco: prospettive di ricerca in G. Sfameni Gasparro (a cura di), Agathé Elpis. Studi storico-religiosi in onore di U. Bianchi, Roma 1994, 177-186.
F. Mora, Verso una tipologia del politeismo in U. Bianchi (a cura di), The Notion of Religion in Comparative Research. Selected Proceedings of the XVI I.A.H.R.Congress, Roma 1994, 823-830.
F. Mora, L'etnografia europea di Erodoto, in M. Sordi (a cura di), L'Europa nel mondo antico (CISA 12), Milano 1986, 57-67.
Per rinviare ad opera già citata si seguano gli esempi e le norme illustrate in Polifemo 8, 2008, 207-210 e qui sintetizzate:
Monografie: Autore (in tondo, solo cognome), titolo abbreviato in corsivo, pagina citata senza p./pp. né cit.
Articoli in rivista: Autore (solo cognome) rivista (titolo o sigla), pagina citata
Articoli pubblicati in un volume collettivo: Autore (solo cognome) "in" curatori (tondo), titolo abbreviato (corsivo), pagina citata – senza la dizione "a cura di"
Per citare una seconda volta dalle opere precedentemente ricordate si scriverà dunque:
Mora, Pensiero storico-religioso antico 107; Mora, Fasti e schemi cronologici 133; Mora, Prosopografia Isiaca. I 120; Lindsay, I normanni 30-40; Braudel, Civiltà e imperi I, 100.
Mora Kernos 2000, 20; Mora DHA 1999, 25.
Mora in Sfameni Gasparro, Agathé Elpis 179-181; Mora in Bianchi, The Notion of Religion, 825; Mora in Sordi, L'Europa nel mondo antico, 58.
Per le opere antiche ed i testi biblici utilizzare le abbreviazioni correnti, scegliendo quelle più immediatamente intellegibili piuttosto che quelle dei repertori lessicografici (quindi Plat. per Platone e non Pl. come nel Liddell-Scott).
Per le edizioni, eventualmente con traduzione e commento, di opere antiche usare la formula autore antico, nella forma latina standardizzata, seguita dall’indicazione “(a cura di )”, con l’indicazione dei
curatori (traduttori, ecc.). Ad es. Plutarchus (a cura di D. Magnino), Alessandro e Cesare, Milano 1987/1997.
Nei contributi in inglese, francese, tedesco e spagnolo utilizzare gli equivalenti delle abbrevazioni italiane raccomandate: “ed.”, “éd.”, “hrsg.” al posto di “a cura di”, ecc.
Si raccomanda infine caldamente di usare sia per i diacritici meno usuali (estranei alle lingue occidentali), sia per il testo greco la codifica Unicode.